Agraria del Canaletto - La Spezia

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La Nutrizione delle Piante: Concetti Generali

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Gli elementi nutritivi indispensabili per la crescita e lo sviluppo delle piante sono tratti dall'ambiente inteso come atmosfera-acqua-terreno.
L'atmosfera fornisce l'anidride carbonica (CO2). Tutti gli atomi di carbonio (C) ed anche la maggior parte degli atomi di ossigeno (0) derivano dalla CO2. La CO2 viene assimilata principalmente durante la fotosintesi ed il carbonio e l'ossigeno insieme costituiscono circa il 90% della sostanza secca (SS) delle piante superiori. L'atmosfera fornisce anche ossigeno, che presiede la respirazione aerobica. Nell'atmosfera si trova anche una notevole quantità di azoto (N), che alcune piante, specie le leguminose, in simbiosi con specifici batteri (Rizobi) sono in grado di assimilare: valga l'esempio dell'erba medica, che può captare dall'atmosfera fino a 100 unità fertilizzanti azotate in i ha di terreno all'anno.
Nell'atmosfera, inoltre, si trovano tracce di ammoniaca gassosa (NH3) ed anidride solforosa (SO2), anch'esse assimilabili da alcune piante.
L'acqua (H20) è la seconda fonte di nutrimento per le piante.
Benché la maggior parte dell'acqua assorbita dalle radici evapori per mezzo della traspirazione dalle foglie, una piccola frazione è utilizzata come reagente nelle trasformazioni metaboliche.
Il terreno costituisce la terza fonte dalla quale le piante traggono gli elementi minerali nutritivi, derivanti dalla disgregazione e solubilizzazione della roccia madre e dalla degradazione dei residui animali e vegetali.
Gli elementi chimici utili per la nutrizione delle piante sono innumerevoli: se ne sono trovati fino a sessanta, nei diversi tessuti della pianta.
La nutrizione delle piante, come è noto, è regolata dalla legge del minimo di Sprengel e Von Liebig (1840). Secondo tale legge, l'assenza o la limitata disponibilità di un elemento nutritivo è sufficiente a compromettere lo sviluppo e l'accrescimento dell'organismo vegetale.


Fig. 1 - Come in un mastello la doga più bassa indica il livello dell'acqua che vi può essere contenuta, così la produzione di una coltura è regolata dall'elemento chimico o dal fattore ambientale disponibile in quantità limitante. 

 
 

In assenza di uno soltanto degli elementi indispensabili, le piante mostrano sintomi di carenza, caratteristici dell'elemento che manca, e riducono la capacità produttiva o muoiono prematuramente.
Non sempre però la carenza di un elemento sulla pianta, agli effetti fisiologici, è imputabile alla mancanza dell'elemento nel terreno, ma può essere imputabile ad interazioni antagonistiche che si verificano tra gli elementi stessi.
Si è potuto constatare che elevate quantità di Azoto (N) nel terreno possono provocare problemi alle colture per quanto riguarda l'assorbimento degli elementi Potassio e Boro, mentre sarebbe favorito l'assorbimento di Magnesio. Anche il Fosforo, (P), se in eccesso, potrebbe bloccare l'assorbimento di Potassio, Zinco, Rame e Ferro a causa di fenomeni di antagonismo.
Eccessi di Potassio (K) nel terreno potrebbero favorire l'assorbimento di Manganese e Ferro ma bloccherebbero l'assorbimento di Magnesio e Boro.
Il Magnesio (Mg), in elevata quantità, ridurrebbe l'assorbimento di Potassio, ma favorirebbe il movimento del Fosforo.
Quantitativi elevati di Calcio (Ca) nel terreno avrebbero solo risvolti negativi, infatti risulterebbe bloccato l'assorbimento di molti elementi, quali: Fosforo, Potassio, Magnesio, Zinco, Manganese, Boro e Ferro.
Il Ferro (Fe) sarebbe reso immobile nel terreno anche da eccessi di Zinco, Rame e Manganese, però a sua volta bloccherebbe l'assorbimento di Fosforo e Manganese. Il Manganese (Mn) è bloccato nel terreno anche da alte concentrazioni di Zinco e Rame.
Infine si è notato che il Molibdeno (MO) potrebbe favorire l'assorbimento di Azoto, mentre bloccherebbe nel terreno Rame, Calcio, Boro e Ferro. Per tutte queste interazioni tra i diversi ioni, è molto importante conoscere il giusto rapporto che deve esistere fra i vari elementi nutritivi, per conseguire il migliore equilibrio vegeto-produttivo della pianta. Ciò è possibile soltanto mediante l'analisi fisicochimica del terreno e la diagnostica fogliare. 

 

 

 


Si ringrazia per la gentile concessione la CIFO S.p.a. Divisione Agricoltura

 

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