Agraria del Canaletto - La Spezia

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Flavescenza Dorata (moria della vite): come Riconoscerla e Combatterla

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L'allarme lanciato in questi anni da più parti sull'insorgenza di una "pericolosa e misteriosa" malattia che colpisce i vigneti della riviera spezzina è stato accolto dalla Comunità  Montana che con la collaborazione della Regione Liguria, il contributo del Parco Regionale, ha stanziato i fondi necessari per avviare una campagna di indagine congiuntamente ad analisi con metodi di biologia molecolare su materiale vegetale prelevato in campo e su barbatelle da distribuire.

La presente pubblicazione ha lo scopo di divulgare l'informazione sulla malattia e lotta fitosanitaria con l'obiettivo di contenere la propagazione di questa patologia. La Flavescenza dorata è una pericolosa malattia della vite che in questi ultimi anni ha iniziato a colpire anche il nostro territorio. Per questo motivo pubblichiamo questo opuscolo che ci permetterà  di conoscere i sintomi della malattia e ci dirà  come combatterla.

La Flavescenza dorata è una malattia provocata da un fitoplasma, parassita vegetale, che vive e si sviluppa nei vasi dove scorre la linfa. La sua diffusione è causata soprattutto da un insetto, lo Scaphoideus titanus, che pungendo la vite trasmette il parassita, nutrendosi alternativamente su piante infette e sane.

I sintomi della Flavescenza Dorata sono abbastanza tipici:

 

1) mancato, incompleto o stentato germogliamento del capo a frutto sulla vegetazione primaverile;
2) ingiallimenti delle foglie, sui vitigni a bacca bianca, che si concentrano, generalmente, attorno alle nervature fogliari; arrossamenti vivaci delimitati da nervature, sui vitigni a bacca rossa;
3) caduta delle foglie, spesso rimane attaccato solo il picciolo;
4) disseccamento di grappolini;
5) ispessimento della lamina fogliare che presenta un aspetto tipicamente carnoso con accentuato ripiegamento dei lembi fogliari verso il basso. Attenzione a questo sintomo: si può confondere con un'infezione vitale chiamata ACCARTOCCIAMENTO FOGLIARE, malattia relativamente meno pericolosa, che si differenzia dalla Flavescenza Dorata perchè gli ingiallimenti o gli arrossamenti fogliari, nella virosi, partono dai margini fogliari e si irradiano verso il centro della foglia mentre nella Flavescenza Dorata gli stessi iniziano dalle nervature fogliari. Inoltre i sintomi della virosi si manifestano all'inizio dell'estate e compaiono prima sulle foglie più vecchie;
6) lignificazione incompleta e irregolare del tralcio.
   

 
I sintomi
  Scaphoideus titanus
   

La cicalina Scaphoideus titanus è riconosciuta da molti ricercatori come il principale vettore della Flavescenza Dorata. Questa cicalina sverna come uovo inserito nella corteccia della vite. Le prime forme giovanili visibili compaiono a partire dalla metà di maggio sotto le foglie della vite. Lo Scaphoideus titanus può diventare capace di trasmettere l'infezione già dai primi di giugno alla seconda decade dello stesso mese, a seconda dell'andamento stagionale.

 

LOTTA ALLA MALATTIA:

1) eliminare le piante infette. E' consigliabile l'eliminazione totale delle piante che presentano i sintomi della malattia prima descritti evitando perchè la diffusione delle cicaline nel vigneto. La pratica della capitozzatura non è efficace per il risanamento delle piante.

2) trattamenti insetticidi contro lo Scaphoideus titanus. Il primo trattamento riveste particolare importanza nel contenimento del vettore. Sono da colpire le larve di 4°-5° età . Per questo la Comunità  Montana con la collaborazione dell'Osservatorio Malattie delle Piante della Regione Liguria ha predisposto, nel contesto del più ampio programma di lotta alla c.d."Moria della vite", un monitoraggio con trappole cromotropiche e visite in campo di tecnici per poter stabilire esattamente l'epoca del trattamento. Nella lotta fitosanitaria si impiegheranno dei regolatori di crescita quali il buprofezin o flufenoxuron che agiscono contro l'indurimento dell'esoscheletro dell'insetto. Il primo trattamento si effettuerà nella prima metà  di giugno (il momento preciso sarà  indicato in base ai monitoraggi). Un secondo trattamento è da effettuarsi intorno alla metà di luglio nel caso si noti la presenza della cicalina nel vigneto. Si consiglia di controllare sulla pagina inferiore della foglia nella prima mattina. Se si nota la presenza dello Scaphoideus titanus il trattamento consigliato è fenitrothion, clorphyriphos o piretroidi.

Una raccomandazione estremamente importante è che questi trattamenti, per avere efficacia, devono essere estesi e generalizzati nel territorio. Se noi trattiamo e il nostro vicino non lo fa, l'efficacia del trattamento e estremamente ridotta. Quindi i trattamenti andranno estesi anche intorno al nostro appezzamento per una fascia di sicurezza che più ampia sarà tanto migliori risultati avremo.

 

SOSTITUZIONE DI VITI MALATE:

Per la sostituzione di viti malate si consiglia per quanto possibile di eliminare tutte le piante che presentano il benchè minimo sintomo. Se la malattia è molto diffusa (25-30% di piante colpite) la cosa migliore sarebbe estirpare completamente il vigneto e reimpiantare l'anno successivo o, almeno eliminare i focolai; trattare per 1 o 2 anni senza sostituire le viti estirpate e dopo procedere. Per la sicurezza della sanità del materiale la Comunità  Montana, avvalendosi della collaborazione del l'Ispettorato Funzioni Agricole della Regione Liguria, si farà carico del problema con analisi a campione del materiale vivaistico. Le barbatelle, così selezionate, verranno fornite agli agricoltori ad un prezzo fortemente agevolato.

 

  Accartocciamento e Arrossamento

Redatto per la Comunità Montana della Riviera Spezzina dal Dott.Agr. Ruggero Moggia Con la consulenza e illustrazioni fornite dall'istituto di Fitovirologia applicata del Consiglio Nazionale delle Ricerche,Torino Si ringrazia il Parco Regionale dei Promontori e delle Isole del levante per il contributo erogato, la coop. Agricoltori vallata di Levanto e la coop. Agr. Cinque Terre per la preziosa collaborazione

 

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