Agraria del Canaletto - La Spezia

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Gli Ormoni Vegetali

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I messaggeri delle funzioni biochimiche

Le piante per svolgere determinate funzioni necessitano di stimoli che innescano determinati processi come la riproduzione di cellule, la distensione di tessuti o la maturazione dei frutti.
Questi meccanismi sono in genere guidati dalla formazione di particolari sostanze chimiche dette ormoni vegetali.
Generalmente quando si parla di ormoni vegetali si deve distinguere fra due denominazioni: gli ormoni vegetali sono le sostanze naturali sintetizzate nelle piante, mentre in genere si dicono fitoregolatori quelle sostanze di sintesi che stimolano le piante a svolgere determinate funzioni proprie degli ormoni naturali.
Lo studio delle sostanze ormonali vegetali progredisce con la ricerca e non sono ancora noti tutti i meccanismi e le influenze che tali sostanze svolgono nelle piante. Le principali sostanze che nelle piante svolgono funzioni ormonali sono: le auxine, le gibberelline, le citochinine, l'acido abscissico e l'etilene.
Il loro ruolo non è in genere diretto a svolgere una funzione esclusiva: esse entrano solitamente in sinergia ed equilibrio con diverse altre sostanze.
Considereremo pertanto gli aspetti fondamentali delle principali categorie di ormoni vegetali.

 

Le auxine

Si tratta di ormoni studiati fin dai primi del novecento quando se ne definì l'importanza biologica.
Il termine auxina descrive la sua funzione di sostanza di crescita nelle cellule vegetali. Fra le diverse auxine che possiamo rinvenire nei tessuti vegetali l'acido 3-indolacetico risulta particolarmente importante come fattore di crescita. Tale sostanza è prodotta grazie all'intervento di un aminoacido: il triptofano. Per stimolare la pianta e produrre naturalmente l'acido 3-indolacetico, il gruppo ricerche CIFO ha messo a punto uno specifico formulato a base di triptofano: ERI 23.
Questo ormone si può apportare alle piante anche tramite forme auxino-simili di sintesi, la più comune di tutte è l'acido Alfa-naftalenacetico.
Si tratta di un fitoregolatore che influisce sulla fisiologia vegetale in modo analogo alle auxine naturali e che viene utilizzato in diversi formulati.
L'acido alfa-naftalenacetico stimola la divisione e la distensione cellulare ed influenza in particolare alcuni processi di differenziazione come la radicazione.
E nota infatti l'influenza sulla radicazione delle talee. Nei formulati RIGENAL L e RIGENAL P il giusto dosaggio di NAA permette di influire positivamente sul numero delle radici prodotte.
Un'altra importante azione delle auxine è la partenocarpia. Si tratta in pratica dello sviluppo di frutti (es. melo) da ovari non fecondati. In questi casi l'NAA per le pomacee induce la produzione dei frutti come se questi fossero stati fecondati e quindi si possono avere produzioni normali o aumentate anche in condizioni avverse di impollinazione.
Fra i fitoregolatori OIFO con azione allegante troviamo ALFRUT.
I fruttiferi presentano spesso la manifestazione della caduta anticipata dei frutti ormai arrivati a maturazione. Questo fenomeno chiamato abscissione è determinato dall'acido abscissico (vedi oltre) e si verifica tutte le volte che la quantità di auxine si abbassa.
Fra tutte le auxine, l'acido alfa-naftalenacetico (contenuto in FRAL 3) ha rivelato le migliori prerogative per prevenire il fenomeno della cascola. Questo fitoregolatore incrementa la riproduzione cellulare nella zona di distacco del picciolo, impedendo cosi la differenziazione del tessuto di separazione, che causa il distacco del frutto dalla pianta.
Un effetto più generale sulle piante, dato dal NAA, si ha sulle foglie che sviluppano una maggiore superficie e la fotosintesi clorofilliana viene incrementata, con un conseguente aumento di produzione di sostanze nutritive, aumento della crescita e maggior sviluppo sia delle piante che della produzione di fiori.

 

Le gibberelline

La scoperta degli effetti di questa classe di ormoni vegetali è dovuta all'osservazione dell'effetto tossico prodotto da un fungo chiamato Gibberella Fujikuroi da cui fu isolata una sostanza chiamata acido gibberellico (GA3). Successivamente furono sintetizzate molte altre molecole simili.
Questo ormone possiede come caratteristica principale la stimolazione della distensione cellulare e l'incremento della crescita dei tessuti vegetali.
L'influenza dell'acido gibberellico permette di ottenere risultati pratici diversi, come una maggiore allegagione nel pero, anticipo e maggior fioritura in floricoltura, una migliore quantità della buccia negli agrumi, interruzione della dormienza dei semi,
ripresa dalle gelate tardive e controllo dell'alternanza.
CIFO ha elaborato due formulati per la somministrazione di questo ormone: GIBBERELLINA CIFO (in compresse) e GIBRESOL (liquido).

 

Le citochinine

Questa classe di ormoni naturali ebbe come primo oggetto di studio la Zeatina, isolata dal mais, che possedeva un'attività biologica nello stimolo della divisione cellulare. Studi più recenti evidenziano un certo effetto delle citochinine come la Cinetina e la Benziladenina sulla divisione cellulare particolarmente in sinergia con le auxine. Tra le numerose manifestazioni fisiologiche si possono notare il controllo dell'invecchiamento cellulare e lo sviluppo di gemme laterali.
Il ruolo nel favorire il metabolismo vegetale e nel ritardare l'invecchiamento cellulare, sembra sia dovuto alla funzione di polo attrattive di sostanze come zuccheri, aminoacidi ed il ritardo nella degradazione della clorofilla, delle proteine e del RNA. Le citochinine promuovono anche Io sviluppo delle gemme laterali sottraendole all'azione dominante di quelle apicali.
Questi ormoni naturali sono contenuti nel formulato CIFAMIN BK e ne caratterizzano l'utilizzo nelle fasi di rapida produzione cellulare come l'accrescimento iniziale dei frutti.

 

L'acido abscissico

L'acido abscìssico inibisce l'accrescimento tramite un blocco della distensione cellulare. In particolare regola la caduta delle foglie e I'abscissione di alcuni organi come fiori e frutti.
Si tratta di una complessa manifestazione fisiologica che porta allo sviluppo di uno strato cellulare, con ispessimenti a livello delle pareti, che induce al distacco degli organi interessati.
Molto interessante è l'influenza dell'acido abscissico sulla regolazione dell'apertura stomatica. Infatti si è osservato che a seguito di stress idrico una forte produzione di acido abscissico stimola la chiusura degli stomi evitando ulteriori perdite idriche.

 

L'etilene

Il metabolismo dell'etilene è stato studiato in tempi relativamente recenti. Gli effetti di questo ormone riguardano l'accelerazione di processi di maturazione e senescenza, oppure la differenziazione fioraie.
Le auxine, e in particolare l'acido indolacetico, sembrano stimolare la produzione di etilene.
Un importante aminoacido, la metionina, è stato identificato come il precursore dell'etilene.
Per stimolare la pianta a produrre naturalmente l'etilene, il gruppo ricerche OIFO ha messo a punto uno specifico formulato a base di Metionina: CET 46.

 

Si ringrazia per la gentile concessione la CIFO S.p.a. Divisione Agricoltura

 

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