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Analisi Fisico-Chimica Del Terreno

Analisi Fisico-Chimica del Terreno

La conoscenza della tessitura del terreno nelle sue differenziate componenti granulometriche (sabbia – lime – argilla) risulta fondamentale per classificare la struttura stessa del suolo. Ed è in base alla struttura che l’agricoltore può effettuare certe operazioni colturali in un momento piuttosto che in un altro. Certi terreni presentano facilità di lavorazione, altri meno. In base a questi fatti un terreno entra in quello stato fisico denominato “tempera” nel quale manifesta la sua migliore idoneità per sopportare il calpestio senza dannose conseguenze.
Si può sostenere che l’operatore agricolo queste cose le sa per esperienza, ma è altrettanto vero che può perfezionare il suo operato se ha ulteriori conoscenze specifiche sull’argomento, cosa che solo l’analisi fisico-meccanica del terreno può indicare.

Qui sopra triangolo della tessitura, secondo la classificazione della Società Internazionale di scienza del suolo. Valori espressi in gkg (‰).

In pratica si definisce terreno di medio impasto o terra franca quel substrato costituite da argilla, lime e sabbia in proporzioni favorevoli alle coltivazioni agrarie.
Sabbia 300 – 600 g/kg
Lime 200- 400 g/kg
Argilla meno di 200 g/kg
Scheletro trascurabile
(0 superiore a 2 mm.)

L’analisi chimica del terreno fornisce i quantitativi di elementi macro e micronutritivi
e le loro frazioni a disposizione delle piante.
Inoltre fornisce il valore del pH (vedi pag. 23-24), la capacità di scambio (0.8.0.),
la salinità, la sostanza organica, il rapporto O/N (vedi pag. 27), l’indice di plasticità,
i carbonati totali e calcare attivo, la percentuale di sodio scambiabile (E.S.P.), il rapporto di assorbimento del sodio (S.A.R.), il rapporto Mg/K, il calcio scambiabile ed
i cloruri.

Indice di plasticità (IP) 

La plasticità rappresenta la capacità del terreno di deformarsi permanentemente a
seguito di un’azione meccanica. La misura di questo parametro si ottiene con l’indice di plasticità e questo valore viene calcolato sulla base del contenuto in argilla, sostanza organica e umidità. Maggiore è l’indice di plasticità e maggiori difficoltà vi sono per l’esecuzione delle lavorazioni del terreno.

Carbonati totali e calcare attivo
I carbonati di calcio e/o magnesio rappresentano i minerali più importanti per la generalità dei terreni italiani, in quanto contribuiscono alla formazione della struttura, neutralizzano gli eccessi di acidità e forniscono il calcio ed il magnesio necessari per la nutrizione delle piante. I carbonati totali si esprimono in carbonati di calcio (Ca CO3).

Il calcare attivo rappresenta la frazione solubile del calcare. Anche il calcare attivo si esprime in percentuale di carbonato di calcio (Ca Co3) e valori elevati in calcare attivo sono negativi in quanto ostacolano la solubilità e compromettono l’assorbimento del fosforo e di numerosi microelementi.

Il sodio è un elemento essenziale per la vita delle piante, ma a dosi molto ridotte. Considerando che l’attività del sodio dipende dal suo rapporto con altri elementi, è estremamente importante esaminare la percentuale di sodio scambiabile. L’ESP si calcola rapportando la concentrazione del sodio alla OSO.
In generale valori dell’ESP inferiori a 13% non creano problemi di crescita per le piante.

Considera la relazione fra sodio e due elementi fondamentali della nutrizione vegetale: il calcio ed il magnesio.
È importante conoscere il valore del S.A.R., in quanto se risulta elevato può ostacolare il regolare sviluppo vegeto-produttivo.

Rapporto Mg/K
Sulla base delle esperienze acquisite, si può affermare che è di estrema importanza conoscere il rapporto Mg/K espresso in meq/100 g.
In linea di massima, le migliori condizioni nutritive si realizzano con un rapporto Mg/K compreso tra 2 e 5. Con valori inferiori a 2 è necessario intervenire con somministrazioni di magnesio, mentre con valori superiori a 5 è opportuno somministrare potassio.

Ca scambiabile
Il calcio nel terreno svolge svariate ed importanti funzioni: controlla il pH, ha azione flocculante sui colloidi, con conseguente miglioramento della struttura, ha azione cementante sui componenti della tessitura del suolo.
Non bisogna dimenticare anche che il calcio, se presente in notevoli aliquote, può portare all’insolubizzazione di altri elementi della fertilità, i più importanti dei quali sono il fosforo e molti microelementi (potere clorosante).
In generale valori inferiori a 1500 ppm possono manifestare fenomeni di carenza.

Cloruri
Il cloro è un elemento essenziale per la nutrizione vegetale, ma se contenuto in eccesso sotto forma di cloruri può provocare effetti tossici, in particolare su alcune colture quali vite, fruttiferi, tabacco e orticole. Altre colture invece, come i cereali, sono abbastanza tolleranti.
In linea di massima valori di 30 mg/kg sono da considerare elevati.

Capacità di scambio

Rappresenta la capacità del terreno di trattenere gli ioni: sia i cationi (Ca++, Mg++, K+, Fe++, NH4+), sia gli anioni (N03-, S04–, H2PO4–) presenti nella soluzione circolante.
Questa proprietà è dovuta alle sostanze costituenti il terreno e principalmente alle seguenti:

  • minerali argillosi (montmorillonite, illite, caolinite)
  • sostanze organiche
  • miche
  • feldspati

Miche e feldspati hanno bassa capacità di scambio.
I minerali argillosi e le sostanze organiche sono i costituenti che manifestano maggiore capacità di scambio e che ci interessano ai fini agronomici.

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Salinità
Altro elemento determinante le condizioni di fertilità del terreno in pieno campo e maggiormente nelle coltivazioni in serra è il contenuto in sali solubili. L’eccesso di salinità può provocare degli effetti diretti ed indiretti.
Effetti diretti si manifestano con l’aumento della pressione osmotica e la variazione dell’equilibrio ionico. La prima provoca una diminuzione di assorbimento idrico con conseguente sviluppo di siccità fisiologica. La seconda causa una diminuzione di accrescimento, determinando una minore produzione di sostanza secca. Gli effetti indiretti si manifestano con il deterioramento delle proprietà fisico-chimico-biologiche del terreno, con alterazione della struttura, diminuzione dell’aerazione, tossicità di alcuni ioni.
La salinità di un terreno si può esprimere attraverso il contenuto % dei sali, ma questo sistema si è dimostrato incompleto.
È più importante conoscere la pressione osmotica determinata dagli stessi sali contenuti nella soluzione circolante.
È convenzione conoscere la salinità attraverso la determinazione della conducibilità elettrica, che risulta essere un indice direttamente collegato con la pressione osmotica. La conducibilità elettrica (EC) si esprime in mS/cm a 2500.
Moltiplicando il valore della conducibilità per 0,7 si ottiene, in linea approssimativa, il valore della concentrazione salma espressa in ‰.
Le piante manifestano una diversa sensibilità alla salinità; possiamo quindi considerare le seguenti categorie:

  • piante sensibili
  • piante moderatamente tolleranti
  • piante tolleranti

La tolleranza alla salinità dipende dal contenuto in sostanza organica del terreno e dal giusto equilibrio tra gli elementi nutritivi. Nei terreni ricchi di sostanza organica il livello di salinità può essere più elevato per la maggiore capacità di trattenere acque.
Il valore della salinità del terreno e delle acque di irrigazione, salvo eccezioni, è bene sia mantenuto a livello inferiore a 2 mS/cm pari a circa l’1,4‰ di concentrazione salina.

In generale è di. grande utilità conoscere i componenti della salinità; infatti un aumento di conducibilità può essere dovuto alle somministrazioni di abbondanti concimazioni oppure alla presenza di elementi come sodio, cloro, ecc., che possono provocare problemi sia alla struttura del terreno sia alla vita delle piante.

I valori indicati nella tabella si riferiscono ai limiti utilizzati dal programma “DEMETRA 1” nella diagnosi sullo stato nutrizionale di un determinato terreno i singoli parametri sono fra loro legati, bisogna perciò considerare i diversi rapporti fra loro. Il programma calcola per ogni singolo terreno valori ottimali di riferimento, considerando tutti i parametri che possono influire sulla dotazione di un elemento in particolare.
Un esempio emblematico è dato dal giudizio sulla dotazione in ferro: esso dipende infatti oltre che dalla dotazione assoluta, anche dal calcare attivo, dal pH, dalla tessitura e dalla sostanza organica.
Valori di sufficienza a pH neutro possono risultare scarsi con pH alcalino.

Le analisi effettuate presso il nostro laboratorio sono eseguite secondo i metodi ufficiali di analisi chimica del suolo.
– METODI DI ANALISI TERRENI (D.M. 11/5/92 “Metodi ufficiali di analisi chimica del suolo”) – Tessitura: Bouyoucos (Metodo uff. n06) – pH in acqua (1:2,5) (Metodo uff. N07) – Carbonati totali: calcimetro (Metodo uff. N09) – Calcare attivo: Drouineau (Metodo uff. N010) – Carbonio organico: Walkley e Black (Metodo uff. N015) – Salinità: conduttimetrica (1:2) (Metodo uff. N08) – Azoto: Kjeldhal (Metodo uff. N019) – Fosforo: per pH > 6,5 Olsen (Metodo uff. N023), per pH < 6,5 Bray e Kurtz (Metodo uff. N024) – Potassio, Magnesio, Calcio e Sodio: Cloruro di Bario (Metodo uff. N030)
– Ferro, Manganese, Zinco e Rame: per pH > 6,5 estrazione con DTPA (Metodo uff. N037), per pH < 6,5 estrazione con EDTA (Metodo uff. N038) – Boro: Berger Troug (Metodo uff. N039) – Cloruri: Nitrato d’Argento (Metodo uff. N040). Gli altri dati derivano dall’elaborazione di Demetra® 1.

Si ringrazia per la gentile concessione la CIFO S.p.a. Divisione Agricoltura

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