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Concimi Organo-Minerali

Concimi Organo-Minerali

La concimazione organo-minerale con formulati per reazione, come ampiamente riportato in letteratura, riesce ad esaltare le caratteristiche migliori della concimazione organica e di quella minerale, riducendone nel contempo gli aspetti negativi. Questo è reso possibile grazie alle proprietà fisiologiche della sostanza organica e delle sostanze umiche e all’azoto organico.

La concimazione organo-minerale effettuata con prodotti ottenuti per reazione, rispetto a quella minerale, è capace di influenzare positivamente l’assorbimento degli elementi nutritivi da parte delle colture. La funzione principale della sostanza organica consiste soprattutto nell’ottimizzare il coefficiente di utilizzazione da parte delle colture degli elementi nutritivi (macro e microelementi). La cessione graduale degli elementi, garantita dalle forme organiche e dalla loro interazione con la frazione minerale, ne riduce nel terreno i rischi di dilavamento e di insolubilizzazione. Il forte contenimento delle perdite di nutrienti nelle acque, diminuendo di fatto i rischi di inquinamento, fa assumere al concime organo-minerale anche una spiccata valenza ambientale.

Questi aspetti distinguono: la lenta cessione dell’azoto organico di origine biologica nei concimi organo-minerali è garantita sia da proteine globulari che da sieroproteine presenti nelle matrici organiche, nonchè da azoto eterociclico presente nella sostanza organica umificata. Ad esempio, se l’efficienza delle unità  fertilizzanti somministrate con una concimazione minerale è dell’ordine del 40 + 60 % per l’azoto, del 10 + 20 % per il fosfato e del 30 + 60 % per il potassio, con la concimazione organo-minerale con l’impiego di concimi organici di elevata qualità , tale efficienza può salire, secondo dati di letteratura, fino al 50 + 70 % per l’azoto, al 25+35 % per il fosfato e al 55 + 65 % per il potassio.

Infatti con la somministrazione al terreno di concimi minerali si ha una più rapida solubilizzazione e liberazione degli elementi nutritivi sotto forma ionica, mentre con il concime organo-minerale per reazione i nutrienti sono protetti dalla componente organica, in particolare dalle sostanze umiche per fenomeni di assorbimento, complessazione e chelazione, che li mantengono nel terreno in forme assimilabili per più tempo, agevolandone pertanto l’assorbimento radicale.

Le prove agronomiche condotte In Italia sull’effetto della concimazione organo-minerale con formulati ottenuti per reazione sulle produzioni di colture orticole, erbacee ed arboree hanno di norma sempre evidenziato risultati quali-quantitativi migliori rispetto alla corrispondente concimazione minerale. Tale risultato determina, a parità  di produzione, un minor impiego di concime, che si traduce pertanto in un vantaggio economico ed ambientale. In un piano di concimazione con concimi organo-minerali è necessario apportare minori unità  fertilizzanti che può arrivare anche al 50%.

coefficienti di trasformazione (valori medi orientativi) per passare dalle unità fertilizzanti da concime minerale a quelle di un ottimo concime organo-minerale, calcolati in funzione dell’efficienza nutrizionale per azoto, fosforo e potassio, possono essere orientativamente i seguenti: azoto (N) 0,80, fosforo (P205) 0,50 e potassio (K20)0,75. La concimazione organo-minerale di “qualità “, a base di sostanze organiche vegetali e/o animali, rispetto agli altri interventi di concimazione, ha dunque una maggiore efficienza nutrizionale che dipende dalle proprietà  della sostanza organica e dal lento rilascio naturale dell’azoto. Il principale pregio dei concimi organo-minerali di qualità si basa:

  • sulla presenza di azoto organico a lenta cessione naturale;
  • sulla maggiore assimilabilità  del fosfato grazie alla presenza di fosfati organici, all’interazione del fosfato minerale con le sostanze umiche e alla produzione di acidi organici policarbossilici da parte della biomassa microbica;
  • sulla presenza di carbonio organico umico e di acidi organici capaci di complessare e chelare i micronutrienti (B, Co, Cu, Fe, Mo, Mn, Zn);
  • sull’azione protettrice della sostanza organica e delle sostanze umiche nei confronti dei macro e micronutrienti;
  • sull’azione positiva del carbonio organico sullo sviluppo della biomassa microbica del terreno;
  • sull’azione di stimolazione nei confronti della biomassa microbica che si traduce nella produzione di sostanze umiche dotate anche di attività  fitostimolante, di siderofori e di acidi organici policarbossilici con elevata attività  chelante.
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