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Acaro: organismo di piccole dimensioni(in genere la lunghezza di 1 mm)con corpo costituito da un solo pezzo non suddiviso in segmenti, portante ad estremità l’apparato boccale. Gli acari sono muniti di quattro paia di zampe (solo quelli appartenenti alla famiglia degli eriofidi ne hanno due) e non possiedono né ali né antenne.

Acaricida: prodotto fitosanitario impiegato per combattere gli acari.

Aficida: prodotto fitosanitario destinato a combattere in modo specifico gli afidi.

Afide: insetto polifago (cioè che si ciba di sostanze diverse), volgarmente chiamato pidocchio o gorgoglione; danneggia le piante perché ne succhia la linfa e immette saliva contenente sostanze tossiche.

Agricoltura biologica o organica: metodo di produzione agricola che mira all’eliminazione, o perlomeno alla riduzione, dell’impatto negativo dei prodotti chimici usati in agricoltura sull’ambiente e sulla salute dell’uomo; in particolare l’agricoltura biologica esclude l’impiego di quasi tutti i mezzi di sintesi chimica sia per la difesa dai parassiti, sia per la fertilizzazione del terreno.


Agricoltura eco-compatibile:
 termine generico per definire un metodo di produzione agricola che mira a contenere entro limiti accettabili l’impatto negativo sull’ambiente dei prodotti chimici usati in agricoltura.

Agricoltura integrata: metodo di coltivazione che mira all’eliminazione, o perlomeno alla riduzione, dell’impatto negativo dei prodotti chimici usati in agricoltura sull’ambiente e sulla salute dell’uomo, attraverso la scelta dell’ambiente adatto alle coltivazioni e un uso razionale di tutti i mezzi di produzione disponibili, compresi quelli chimici.

Allegagione: fase in cui, a seguito dell’impollinazione e della fecondazione, ha inizio la formazione del frutto.

Alternanza di produzione: fenomeno per il quale una pianta perenne (specialmente da frutto) presenta un’annata di produzione abbondante seguita da una di produzione scarsa (vi sono soggetti ad esempio melo, albicocco, olivo).

Ammendante: qualsiasi sostanza, naturale o sintetica, minerale od organica, capace di modificare e migliorare le proprietà e le caratteristiche chimiche, fisiche, biologiche e meccaniche di un terreno.

Amminoacidi: importantissime sostanze organiche, contenenti carbonio, idrogeno, ossigeno e azoto, che costituiscono le proteine.

Anticrittogamico o fungicida: prodotto impiegato per la difesa delle piante da agenti fungini responsabili di malattie come la peronospora e il mal bianco della vite, la ticchiolatura delle pomacee, ccc.

Antiparassitario: prodotto impiegato per difendere le piante dai parassiti di origine animale (insetti, acari) o vegetale (funghi) oppure da altri organismi viventi (esempio lumache, roditori). Sono antiparassitari: gli insetticidi, i fungicidi, gli acaricidi, i limacidi, i rodenticidi ecc. Esistono antiparassitari cosiddetti di copertura (che agiscono sulla superficie della pianta), sistemici (che penetrano all’interno dei tessuti e, attraverso la linfa, si diffondono in tutta la pianta) e anche citotropici e translaminari (che penetrano all’interno della pianta e si distribuiscono solo localmente nei tessuti circostanti). In veterinaria vengono usati per debellare i parassiti esterni degli animali domestici (pulci, acari, zecche, pidocchi, ecc.) ma vi sono anche quelli volti a combattere i vermi che infestano l’apparato digerente ed altri organi interni.

Auxine: sostanze ormoniche presenti nelle piante che regolano la crescita dei loro organi.

Bagnante: sostanza coadiuvante che riduce la tensione superficiale della miscela contenente il prodotto fitosanitario: aumenta in pratica l’area che una determinata quantità di liquido può ricoprire, permettendo una distribuzione più regolare del prodotto.

Batterio: microrganismo costituito da una sola cellula grande fino a i micron (=1 millesimo di millimetro). I batteri sono diffusi ovunque in natura; molti di essi vivono a spese degli esseri più evoluti (piante ed animali) come ospiti innocui o addirittura benefici, ma anche come patogeni, cioè in grado di dare malattia. I batteri patogeni delle piante penetrano attraverso gli storni, o attraverso piccole lesioni delle foglie, delle radici o del fusto.

Carenza: mancanza o insufficienza di qualcosa di necessario. Si chiamano malattie da carenza le alterazioni che si verificano nelle piante per l’assenza o l’insufficienza di qualche elemento nutritivo.


Cascola:
 è così chiamata la caduta spontanea di gemme, di fiori e soprattutto di frutti dall’albero, qualunque sia lo stadio del loro sviluppo.

Chelato: sostanza chimica organica che può legarsi con metalli. Composti chelati artificiali si apportano talora al terreno per aumentare la disponibilità di alcuni metalli, come ad esempio il ferro, e favorirne l’assorbimento da parte delle piante.

Ciclo produttivo: periodo che intercorre tra la germinazione del seme (oppure la germogliazione nelle piante perenni) e la raccolta del prodotto che interessa le attività umane; per questo motivo tale ciclo sovente non coincide nè con quello biologico e neppure con quello vegetativo.

Ciclo vegetativo: periodo che intercorre tra la germinazione del seme (oppure la germogliazione nelle piante perenni) e il riposo vegetativo. Nelle piante arboree (ad esempio alberi da frutto) si parla di ciclo annuale di vegetazione.


Clorofilla:
 sostanza colorante (pigmento) di colore verde, essenziale per lo svolgimento della fotosintesi. È contenuta in piccoli organi detti cloroplasti.

Clorosi: disfunzione delle piante a livello della clorofilla  per cui le foglie scolorano o ingialliscono. Deriva principalmente da mancanza di ferro (uno dei componenti della clorofilla) il cui assorbimento da parte delle radici è ostacolato dalla presenza di carbonato di calcio (calcare) nel terreno (clorosi ferrica).

Coadiuvante: qualsiasi sostanza aggiunta ad un prodotto fitosanitario che permetta di migliorare gli effetti del principio attivo: adesivanti, emulsionanti, solventi, sospensivanti, bagnanti.


Coformulante:
 sostanza che serve a ridurre la concentrazione del principio attivo: diluenti, sostanze inerti, eccetera.


Concimazione in copertura:
 applicazione di fertilizzanti sulla superficie del terreno, senza interramento, in presenza della coltura.


Concimazione localizzata:
 applicazione di quantità di concime relativamente modeste con o vicino al seme al fine di accelerare la crescita delle piante coltivate.


Concime composto o complesso:
 concime contenente due o più elementi nutritivi.

Concime organico: sostanza contente carbonio e uno o più elementi nutritivi oltre ad idrogeno e/o ossigeno (per esempio il letame).


Concimazione di fondo:
 distribuzione di concimi in un terreno destinato alla piantagione di alberi che si effettua per assicurare la presenza di elementi nutritivi poco mobili (ad esempio fosforo e potassio) là dove si diffonderà la maggior parte delle radici.

Concime semplice:
 concime contenente uno solo degli elementi nutritivi principali (azoto, fosforo, potassio).


Concimazione fogliare:
 applicazione di una soluzione diluita di fertilizzanti alle foglie delle piante.


Confusione sessuale:
 metodo di lotta contro gli insetti che consiste nel diffondere nell’ambiente una dose elevata di attrattivo sessuale, allo scopo di disorientare i maschi ed ostacolare così gli accoppiamenti.


Correttivo:
 qualsiasi sostanza capace di migliorare la reazione (pH) del terreno.


Crittogame:
 raggruppamento di vegetali sprovvisti di fiori che si riproducono, in generale, per mezzo di spore (alghe, funghi, licheni, ecc.).


Cultivar:
 varietà coltivata; si abbrevia in cv.

Deriva di un antiparassitario: fenomeno che si verifica quando in occasione di un trattamento fitosanitario il prodotto distribuito viene trasportato dal vento al di fuori della superficie da trattare.

Difesa fitosanitaria: complesso di azioni volte a distruggere i parassiti di ogni genere che danneggiano le colture o a contenerne i danni.

Dilavamento: fenomeno per il quale le acque che percolano nel terreno asportano elementi nutritivi.


Diserbante o erbicida:
 sostanza chimica capace di distruggere o danneggiare gravemente le erbe infestanti. Esistono: erbicidi di contatto (diserbanti che provocano danni alle piante nei punti in cui vengono a contatto con esse), erbicidi di pre-emergenza (diserbanti distribuiti prima della nascita della coltura) ed erbicidi di post-emergenza (diserbanti applicati dopo la fase della nascita della pianta coltivata; generalmente si tratta di diserbanti selettivi nei confronti della coltura).

Evapotraspirazione: perdita di acqua da una data area e in un certo periodo di tempo, per effetto combinato dell’evaporazione dalla superficie del terreno e della traspirazione dalle piante.


Eziolamento:
 ingiallimento o imbianchimento delle parti verdi di una pianta provocato dall’assenza di luce. Si verifica quando una parte di pianta viene posta al buio (per esempio coperta di terra o polietilene nero, ecc.). L’eziolamento favorisce l’emissione di radici da parte delle talee.

Feromone: sostanza secreta dagli insetti per comunicare tra di loro. Serve a portare messaggi per l’accoppiamento, l’allarme, la coesione, ecc.

Fertilizzante minerale: sostanza fertilizzante che non contiene carbonio organico di origine biologica.


Fertilizzante organico:
 sottoprodotto della lavorazione di sostanze animali o vegetali che contiene nutrienti vegetali in quantità sufficiente per essere utilizzato come fertilizzante.

Fertirrigazione: tipo di fertilizzazione che si effettua diluendo i concimi nell’acqua di irrigazione.

Fitofago: insetto o acaro che si nutre di piante o di materie vegetali in genere.


Fitofarmaco:
 indica un prodotto specifico per la lotta ai parassiti fungini e animali delle piante coltivate.


Fitopatia:
 malattia o comunque stato di sofferenza a carico di una pianta.

Fitoregolatore: sostanza prodotta dalle piante (ormoni vegetali o fitormoni o fitoregolatori naturali) o in laboratorio, capace di influenzare direttamente o indirettamente i processi fisiologici dei vegetali (ad esempio accrescimento, differenziazione dei tessuti, attività dei meristemi, germinazione, maturazione, ecc.). Alcuni fitoregolatori vengono impiegati nella pratica agricola per stimolare la produzione di frutti quando le condizioni ambientali sono avverse, per facilitare la radicazione delle talee, per limitare o favorire la cascola dei frutticini, per consentire, in alcune piante, la formazione contemporanea dei fiori.

Fitosanitario: prodotto o intervento usato per prevenire o curare infezioni e/o infestazioni sulle piante.


Fitotossicità:
 azione dannosa del prodotto fitosanitario sulla pianta (ad esempio defogliazione, eccetera).

Ibrido: termine usato per gli animali e per le piante ad indicare il soggetto derivato dall’unione di due individui di specie differenti (per esempio il “biricoccolo” è un ibrido derivato dall’unione di un albicocco con un susino mirabolano, il portinnesto GF 677 è un ibrido tra pesco e mandorlo). E chiamata ibrido anche la prima generazione che deriva dall’incrocio di due particolari selezioni, operate su varietà standard, dette “linee pure”; si distingue con il simbolo F1. Negli ibridi vi è un genere una esaltazione delle caratteristiche positive ancora superiore rispetto alle selezioni delle varietà standard. Tra gli animali tipico esempio di ibrido è il mulo (asino x cavalla).

Infestante: pianta che mette in atto una pericolosa concorrenza per l’acqua e le sostanze nutritive nei confronti delle coltivazioni. Il concetto di infestante ha significato solo in presenza di coltivazioni — quindi di ambienti modificati dall’uomo a scopi produttivi — poiché in realtà ogni pianta ha nell’ambiente un suo significato ed una propria funzione.


Insetticida:
 prodotto impiegato per difendere le piante dagli insetti dannosi; gli insetticidi possono agire per contatto (l’insetto muore venendo a contatto con il prodotto), per ingestione (l’insetto muore ingerendo, insieme alla vegetazione, anche il prodotto) o per asfissia (l’insetto muore inalando il prodotto allo stato di ‘vapore).


Invaiatura:
 fase del ciclo di sviluppo dei frutti durante la quale il colore della buccia passa dal verde al giallo, al rosa, al rossiccio, al violaceo a seconda della specie e della varietà.

Limaccia: mollusco terrestre privo di conchiglia appartenente alla classe dei Gasteropodi e alla famiglia dei Limacidi.


Limacida:
 prodotto che serve per uccidere le lumache, le chiocciole e le limacce.

Marciume: malattia causata da funghi microscopici o batteri che provocano rammollimento e disfacimento completo dei tessuti; può colpire un po’ tutte le parti della pianta ed è particolarmente pericolosa quando attacca le piantine appena germinate o trapiantate (marciume del colletto) perché può provocare il fallimento della coltura già dal suo inizio.

Parassita: essere vivente che vive a spese di un altro organismo vivente (ad esempio la cuscuta, che si nutre delle sostanze prodotte da altre piante come l’erba medica, la patata e diverse altre, o le cocciniglie che si nutrono della linfa delle piante su cui si insediano).


Permeabilità del terreno:
 facilità con cui gas o liquidi penetrano o passano attraverso una massa o uno strato di terreno.

Pesticida: pessima espressione con cui si designano i prodotti fitosanitari (vedi) in genere; tale termine deriva dall’inglese “pesticides” con il quale si intendono appunto i prodotti velenosi utilizzati contro animali, vegetali e microrganisrni dannosi (detti in inglese pests). E da preferire la dizione antiparassitario.

pH: simbolo che indica se il terreno è neutro, alcalino (o basico) oppure acido. Con pH 7 il suolo è neutro, con valori di pH superiori a 7 è alcalino, con valori inferiori a 7 è acido; più ci si allontana da 7 più il terreno diventa alcalino od acido.
Principio attivo: sostanza che esercita un’azione nociva contro malattie o parassiti o un’azione benefica-stimolante nei riguardi di una pianta o di un
suo organo.

Prodotto fitosanitario: prodotto impiegato per la protezione delle piante dalle malattie e dai parassiti animali.

Rodenticida: sostanza tossica o velenosa in grado di provocare la morte dei roditori considerati nocivi. Viene distribuita nell’ambiente sotto forma di esche.

Stress idrico: stato di sofferenza di una pianta per temporanea mancanza di acqua.


Substrato:
 strato costituito da terra e/o da altri materiali nel quale si pongono semi o piante o parti di queste per ottenerne la germinazione o la radicazione.

Tempo di carenza o tempo (o intervallo) di sicurezza: intervallo minimo di tempo, espresso in giorni, che deve intercorrere tra il momento in cui si esegue il trattamento fitosanitario ed il momento della raccolta; se si eseguono trattamenti su derrate in magazzino è l’intervallo di tempo che deve intercorrere fra il trattamento e la loro immissione al consumo. Il rispetto del tempo di carenza garantisce una presenza di prodotti fitosanitari inferiore ai limiti di tolleranza fissati dalla legge (residui); è stabilito per legge e deve essere riportato sulle etichette.

Terreno acido: terreno con pH inferiore a 7.

Terreno alcalino: terreno con pH superiore a 7.

Terreno calcareo: terreno contenente carbonato di calcio ed altri carbonati liberi in quantità sufficienti a dare effervescenza visibile quando viene trattato a freddo con acido cloridrico.


Terreno neutro:
 terreno con un pH compreso tra 6,6 e 7,3.

Terreno pesante: terreno con elevato contenuto di particelle fini, in particolare argilla; richiede elevati sforzi di trazione e pertanto è difficilmente lavorabile, soprattutto quando è umido. Contrario di terreno leggero.


Terriccio:
 mescolanza di torbe con la presenza talvolta di altri materiali come argille, lana di roccia, ecc.; sovente viene concimato. Sono disponibili terricci per la coltivazione di diversi tipi di piante (ciclamini, stelle di Natale, primule, acidofile) e per la produzione di giovani piante da orto e da fiore. Per terriccio si intende anche quello che si ottiene dalla permanenza in concimaia del letame e/o di altre sostanze organiche per molti mesi (anche oltre 18); solitamente quest’ultimo viene però detto “terriccio di letame”.

Tessitura del terreno: classificazione del terreno in base al suo contenuto percentuale di sabbia, limo, argilla (che formano la terra fine), e di scheletro (in cui vengono raggruppati i costituenti — sassi, pietre, ghiaino — di diametro sopra i 2 mm.). Ai terreni viene dato il nome a seconda delle differenti percentuali con cui i componenti sono presenti nei terreni stessi (esempio sabbioso, limoso-argilloso, argillo-sahbioso-limoso, ecc.).

Titolo dei fertilizzanti: quantità percentuale minima garantita dei principali elementi nutritivi contenuti in un fertilizzante semplice o composto.

Tossicità: grado di pericolosità di un prodotto fitosanitario (vedi). Si distinguono una tossicità acuta, che genera sintomi e disturbi entro breve tempo dal momento in cui il prodotto pericoloso è stato ingerito o assorbito per via respiratoria o cutanea, e una tossicità cronica, che non genera sintomi appariscenti, ma provoca disturbi dopo un certo tempo, anche per l’accumulo di sostanze tossiche nell’organismo in seguito a ripetuti assorbimenti o contatti.


Transgenico:
 termine riferito ad una varietà nella quale sono stati inseriti, attraverso un intervento di ingegneria genetica, uno o più geni prelevati da altre specie vegetali o da microrganismi.

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