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La Concimazione Fogliare

La Concimazione Fogliare

Anche la concimazione fogliare è una metodologia agronomica conosciuta fino dai tempi antichi, ma la sua applicazione pratica si è generalizzata soltanto in questi ultimi lustri.
Inizialmente, come in tutte le innovazioni, ci sono state delle perplessità sulla sua utilità da parte degli agricoltori ma poi, visti i risultati positivi, queste diffidenze sono state superate. Attualmente là concimazione fogliare è entrata nella pratica comune e non vi è agricoltore all’avanguardia che non ricorra a questo mezzo tecnico produttivo per esaltare quali-quantitativamente le varie produzioni.
Gli apporti di fertilizzanti a livello fogliare risultano particolarmente indicati nei casi in cui la potenzialità produttiva delle piante è compromessa o se la si vuole aumentare. Risultati molto evidenti si hanno quando questa tecnica applicativa è utilizzata per integrare le concimazioni al terreno, per stimolare piante sottoposte a stress ambientali e fisiologici, e per prevenire o curare carenze nutrizionali.

Si è constatato che, sostanzialmente, tutte le piante sono in grado di avvalersi della concimazione fogliare, non solo attraverso l’apparato fogliare, ma anche mediante le altre parti verdi della pianta, come piccioli, meristemi, fiori, ed addirittura attraverso le lenticelle delle branche e del fusto.
E vero che gli organi più attivi per l’assorbimento dei nutrienti rimangono le foglie giovani e, in secondo luogo, le foglie vecchie, ma rimane il fatto che tutte le piante sono in grado di assorbire nutrienti per via fogliare, anche quelle con foglie protette da notevoli quantità di cera.
La modalità di assorbimento fogliare per la nutrizione delle piante avviene dalla superficie fogliare alla cellula epidermica e riguarda la cuticola, la parete cellulare e la membrana plasmatica.
Assorbimento fogliare – L’assorbimento fogliare avviene nel seguente modo:
a) penetrazione nella cuticola e nelle pareti cellulari tramite diffusione
b) assorbimento alla superficie della membrana plasmatica
c) trasporto attraverso la membrana ed entrata nel citoplasma

Come avviene l’assorbimento cuticolare – La cuticola protettiva delle foglie è formata da due strati, uno esterno e uno interno.
Questi due strati differiscono per la loro facilità nel permettere la penetrazione dell’acqua. Il lato più interno è più idrofilo mentre il lato più esterno è più idrofobo. L’acqua e le sostanze nutritive seguono dei percorsi preferenziali per attraversare la cuticola. In questo processo vengono coinvolti pori e canali transcuticolari, microfibrille di polisaccaridi o altre zone che oppongono una minore resistenza alla diffsione delle sostanze. La penetrazione degli elementi e delle diverse sostanze avviene per diffusione. Non tutte le sostanze sono assorbite in ugual modo. L’azoto ureico è più assorbibile di quello nitrico o ammoniacale.
Assorbimento degli elementi – L’azoto ureico viene idrolizzato subito all’interno delle foglie e trasformato molto presto in azoto proteico, amminico e ammoniacale. L’azoto ureico è inoltre in grado di favorire l’assorbimento degli altri elementi. Seppure in modo diverso anche l’azoto nitrico e ammoniacale viene assorbito dalle foglie. Anche gli altri elementi vengono assorbiti a livello cuticolare e una volta penetrati nelle foglie vengono traslocati nelle zone di utilizzo.
Fattori che influenzano l’assorbimento – L’assorbimento fogliare è regolato da luce, temperatura e umidità relativa.
La luce per esempio favorisce la formazione di cere che a loro volta limitano l’assorbimento (osservazione fatta su susino).
La temperatura elevata invece, durante la fase di accrescimento fogliare, favorisce l’assorbimento della soluzione nutritiva.
L’umidità relativa influisce sulla velocità di prosciugamento delle soluzioni date in concimazione fogliare. Questa velocità influisce in modi diversi sull’assimilabilità degli elementi. In particolare il calcio viene assorbito in maggiore quantità se l’evaporazione è veloce, mentre un’evaporazione lenta favorisce l’assorbimento di azoto ureico, rame e magnesio.
Anche la reazione della soluzione influenza l’assorbimento. Il pH infatti modifica la polarità delle sostanze che penetrano ed anche quella della cuticola. In generale un pH moderatamente basso della soluzione evita l’idrolisi alcalina dei prodotti miscelati e favorisce l’assorbimento degli elementi nutritivi .
L’impiego di tensioattivi migliora notevolmente la bagnatura delle foglie abbassando la tensione superficiale e aumentando l’area coperta dal concime fogliare.
L’efficacia di una concimazione fogliare è influenzata sia dalla velocità con cui gli elementi vengono assorbiti sia dalla loro conseguente mobilità a livello dei tessuti. L’assorbimento della soluzione fertilizzante per via fogliare inizia con ritmo piuttosto rapido ed è massimo nelle prime 2-3 ore dopo l’intervento, per poi assestarsi col passare del tempo su valori contenuti e costanti (Fig. 3).
Occorre infine sottolineare la favorevole interazione che si instaura fra assorbimento radicale e fogliare, che determina un più dinamico trofismo radicale. Ugualmente un’appropriata concimazione radicale si ripercuote a livello fogliare, con un maggiore e più efficiente funzionamento dell’apparato fogliare stesso.

La nutrizione fogliare come normale pratica agronomica – L’efficacia della concimazione fogliare dipende, oltre che dai fattori sopraelencati, anche dalla purezza dei componenti e dai rapporti nutritivi fra gli elementi impiegati.
La OIFO da sempre produce formulati ad elevato grado di purezza dei componenti, di estrema solubilità, e di provata efficacia in campo.
L’impiego di azoto ureico (esente da biureto) consente, oltre che una concimazione azotata adeguata, anche una maggior penetrazione fogliare degli altri elementi nutritivi presenti nei concimi fogliari.
L’aspetto della penetrazione fogliare è migliorato dalla presenza nei formulati di agenti adesivanti e veicolanti, la cui conformazione molecolare permette di favorire il trasporto degli elementi nutritivi.
Anche la formulazione a base di CHELATI favorisce il trasporto degli elementi attraverso la cuticola. Analogamente la presenza di aminoacidi agisce positivamente favorendo, oltre che la diretta nutrizione azotata, anche la penetrazione fogliare degli altri elementi. Nei formulati CIFO per la concimazione fogliare (es. Linea FLORAL) la presenza dei fondamentali microelementi permette la prevenzione degli effetti delle carenze nutritive anche latenti.
La nutrizione fogliare trova il suo impiego migliore nella prevenzione e cura delle mese e micro carenze.
Le linee di formulati specifici (es. linea FASI), frutto di avanzata tecnologia di produzione, permettono, assieme alla maturata esperienza nel settore, di ottenere importanti effetti di controllo delle fisiopatie nutrizionali.

Si ringrazia per la gentile concessione la CIFO S.p.a. Divisione Agricoltura.

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