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La Fertirrigazione

La Fertirrigazione

La fertirrigazione è una tecnica agronomica che si sta affermando a livello applicativo e scientifico negli ultimi anni, per quanto essa venga praticata in agricoltura e, specie in floricoltura, da diversi lustri. Essa consiste nella contemporanea somministrazione alla coltura di acqua e fertilizzante insieme e, pertanto, rappresenta la pratica agronomica più razionale per il soddisfacimento idrico-nutritivo della pianta. Questa tecnica nutrizionale ha, in certo qual modo, modificato quello che è stato ritenuto per lungo tempo un canone fondamentale dell’agronomia tradizionale: la concimazione al terreno.
Con la tecnica della fertirrigazione si è spostato questo obiettivo, trasferendolo dal terreno alla pianta. Infatti con la fertirrigazione si concima principalmente la coltura poiché, in questo modo, si viene ad effettuare una vera e propria concimazione localizzata, e quindi a basso impatto ambientale.
Non vi è agricoltore che non conosca i vantaggi della concimazione localizzata. Con essa si realizza la possibilità di collocare il concime più vicino e più prontamente disponibile per la coltura, con conseguenti benefici di ordine trofico-produttivistico della coltura stessa.
L’impiego del fertilizzante può essere proporzionalmente ridotto, proprio per la maggiore efficacia della concimazione localizzata, rispetto a quella effettuata a pieno campo o a spaglio.
Il dosaggio dell’intervento fertirriguo è proporzionato alle esigenze nutritive della coltura in un particolare momento della fase fenologica, sia sotto l’aspetto qualitativo, sia dal lato quantitativo.
La fertirrigazione può essere praticata senza calpestare il terreno, cosa molto vantaggiosa specie nei terreni argillosi e compatti.
Inoltre è una pratica completamente automatizzata, per cui l’impiego della mano d’opera viene sensibilmente ridotto, con vantaggi di ordine economico.
In definitiva, la fertirrigazione tramite la manichetta, la microirrigazione a goccia, a sorso, a spruzzo, ecc., e la nebulizzazione per le colture protette, è diventata un razionale e moderno mezzo tecnico, produttivo di insostituibile utilità agronomica.
La metodologia CIFO distingue l’applicazione in fertirrigazione con due sistemi:
1) distribuzione sulla superficie del terreno mediante gli impianti d’irrigazione
2) applicazione diretta al terreno con apposito attrezzo assolcatore.

1) Tipi di impianti irrigui con possibilità di fertirrigazione

Manichetta forata
Si tratta di un sistema utilizzato soprattutto in coltura protetta e/o pacciamata (melone, fragola); è molto semplice e permette di utilizzare le strutture dei comuni impianti di irrigazione.

Impianti a goccia, a sorsi o con nebulizzazione sotto-chioma
L’irrigazione a goccia è caratterizzata da un notevole numero di erogatori e da turni di adacquamento molto brevi, consente di mantenere l’umidità del terreno molto vicina a quella ottimale.
Le tubazioni usate sono di piccole dimensioni e la potenza impiegata è minore. L’erogazione avviene mediante appositi gocciolatori che possono avere una portata di 2-6 litri/ora. Per un corretto funzionamento bisogna che l’acqua sia ben filtrata (da filtri a maglia con fori compresi fra 120 el 80 mesh) e che non contenga bicarbonati di calcio in eccesso. (vedi QUALITÀ DELL’ACQUA DI IRRIGAZIONE)
Sistemi analoghi sono dati dagli impianti di irrigazione a sorsi e da quelli per aspersione sotto chioma (microgetti).

La fertirrigazione con questi impianti permette di sfruttare al meglio le risorse aziendali. Infatti con l’automazione è oggi possibile rendere completamente automatica anche la distribuzione dei fertirriganti. Con gli impianti di microirrigazione è possibile accoppiare sistemi automatizzati (miscelatore volumetrico) per iniettare mediante pompe elettro dosatrici i concimi alla giusta concentrazione.
La fertirrigazione mediante microirrigazione è una pratica ormai diffusa che permette di localizzare il concime in prossimità dell’apparato radicale delle piante, mantenendo costante il movimento de[ soluti e aumentando in tal modo l’assorbimento radicale.

 

2) Applicazione diretta al terreno

 

L’applicazione dei fertilizzanti direttamente al terreno è una pratica attuata da diverso tempo in frutticoltura per sostenere piante particolarmente stentate o per curare specifiche microcarenze.
Tale tecnica si può attuare con metodi rudimentali, ad esempio la “tecnica del catino”, o con apposita attrezzatura (palo iniettore, assolcatore).
Il palo iniettore è solitamente utilizzato per applicazioni su singole piante. Lo strumento è costituito da una struttura a forma di’ ‘T”, di metallo cavo, collegata all’atomizzatore e che inietta grazie alla pressione della pompa le soluzioni nutritive nella zona di terreno esplorata dalle radici. Nel caso di applicazioni diffuse su tutto il frutteto risulta più conveniente utilizzare l’assolcatore.
Si tratta di un attrezzo in telaio di acciaio (vedi foto) da applicare al trattore posteriormente collegandolo al comune attacco a tre punti.
L’attrezzo agisce in coppia con un normale atomizzatore in quanto, grazie alla pressione della pompa, è possibile iniettare la soluzione acquosa nel terreno, vicino all’apparato radicale.
La larghezza di lavorazione è regolabile in funzione della distanza fra le file del frutteto, tenuto conto che la localizzazione dovrà avvenire, a seconda dell’età e dello sviluppo delle piante, a 30-40 cm dal tronco.
Anche la profondità di lavorazione è regolabile e al limite può avvenire a pelo d’erba, eliminando completamente il timore di rotture delle radici, oppure, ove sia necessario interrare il prodotto, può oscillare tra 5 e 15 cm.
La quantità d’acqua da distribuire per ettaro varierà in funzione delle caratteristiche del suolo e delle sua momentanea umidità.
Orientativamente si considera che il quantitativo d’acqua per pianta debba oscillare tra 5 e 10 litri negli allevamenti a palmetta, mentre negli impianti a vaso i dosaggi debbono essere raddoppiati.
La pressione della pompa dovrà essere minima (2-3 atm).
I vantaggi di questo tipo di applicazione sono vari. In primo luogo la tempestività di intervento anche dopo periodi piovosi, che non richiedono l’irrigazione, ma durante i quali le colture necessitano di concimazione e di integrazione di microelementi. Le applicazioni con ASSOLOATORE consentono di usufruire della fertirrigazione anche in aziende prive di impianti specifici.
Tale sistema consente un’ottima distribuzione di tutti i prodotti idrosolubili, senza paura di occlusioni o di intoppi, anche con acque dure e in impianti giovani o con apparato radicale superficiale. Si possono inoltre somministrare senza problemi prodotti come i chelati di ferro, che per la loro fotolabilità, devono essere interrati per toglierli dal contatto con la luce.

Si ringrazia per la gentile concessione la CIFO S.p.a. Divisione Agricoltura.

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